Photinia X Fraseri ” Red Robin” è di gran lunga la siepe più venduta degli ultimi anni. Lo splendido colore dei suoi germogli, il suo habitus vegetativo e la facile cura di quest’arbusto la rendono una scelta quasi obbligata per chi progetta il proprio giardino e cerca una pianta di bell’effetto e facile manutenzione.
Cespuglio di Photinia in forma libera.
Se allevata come esemplare singolo la pianta può arrivare anche a 4 metri
Per le descrizione della pianta rimando al sito ” Giardinaggio.it”, di cui trovate a seguire il link:
https://www.giardinaggio.it/giardino/singolepiante/photinia/photinia.asp
Per la messa a dimora , noi lavoriamo con piante in vaso 18 a 2-3 steli come misura base. Si tratta di cespugli di altezza cm 60-80 ma ben ramificati, posti a dimora a 50 cm l’uno dall’altro. Alternative di dimensioni maggiori sono il vaso 24 h. cm 120-150 e , solitamente usate per fallanze in siepi già adulte, il vaso 30 di altezza cm 160-180 e cespuglio già formato.
Come per tutte le piante in contenitore, la messa a dimora può avvenire da settembre a novembre e da marzo fino a maggio. L’autunno è sempre preferibile perchè permette alle piante di iniziare la radicazione in anticipo e le rende più pronte ad affrontare l’estate successiva.
Assolutamente da consigliare la pacciamatura con tessuti idonei e la posa dell’ala gocciolante per garantire un forte sviluppo nei primi anni di vita.
La Photinia trae giovamento da un buon drenaggio del terreno e da una costante concimazione autunnale e primaverile. La potatura annuale delle cime e dei getti laterali, da effettuarsi nei mesi autunnali permette di mantenere ben accestita la pianta alla base e una volta raggiunta l’altezza desiderata di contenere lo sviluppo dell pianta.
Questa siepe si coltiva bene con un altezza compresa tra 180 e 250 cm. Raggiunge facilmente anche i 4 m di altezza ma tende a svuotarsi alla base.
Non presenta , almeno nelle ns zone, particolari problematiche fitosanitarie. Può essere soggetta ad antiestetiche maculature fungine se l’autunno è particolarmente umido (difficilmente viene però trattata per questo patogeno) e spesso è vittima di attacchi di afidi sui germogli primaverili.
La fisiopatia più pericolosa che si nota nelle ns. zone è legata alla scarsa capacità drenante dei ns. terreni; in conseguenza di ciò parecchi esemplari adulti manifestano la comparsa di clorosi su tutta la lamina e scarso sviluppo vegetativo che progressivamente porta alla morte della pianta. Il fenomeno colpisce a spot anche diverse piante della stessa siepe ed è sicuramente legato ai ristagni idrici tipicamente in punti ” bassi” dell’appezzamento o con forte presenza di cemento da muretti o fondazioni.


